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Aree tematiche

Piano Sociale di Comunità 2012 - 2015

Questo primo piano della Comunità si caratterizza per l’approccio di condivisione con tutti i soggetti attivi nel sistema locale delle politiche sociali ed è un primo momento di realizzazione di forme partecipative allargate che dovranno guidare in modo costante la programmazione sociale nella convinzione che, solo attraverso il coinvolgimento delle risorse della comunità, possono essere realizzate politiche sociali complessive volte a prevenire le situazioni di bisogno ed attuare risposte efficaci ai fini dell’integrazione sociale della persona.

Ciò rappresenta l’obiettivo fondamentale del piano ed esige un ampio processo di maturazione culturale che si estenda e coinvolga non solo gli operatori sociali, ma l’intera comunità nelle sue articolazioni, gli amministratori pubblici in primo luogo.

Il carattere specifico di questo nuovo e irrinunciabile ruolo degli amministratori pubblici si evidenzia nel passaggio da una mera logica distributiva di risorse ad una equa distribuzione di servizi, con lo spostamento dalla sola erogazione di prestazioni al rafforzamento del ruolo di individuazione dei bisogni, di monitoraggio del loro evolversi, alla programmazione, attivazione, controllo e valutazione delle politiche sociali e della loro qualità.

Il terreno della riforma delle politiche sociali e assistenziali deve confrontarsi oltre che con il cambiamento dei bisogni e i problemi di governo e gestione del sistema, anche con le linee di indirizzo politico legislative che emergono dalla recente intensa stagione di riforme.

Con l’elezione diretta del Presidente della Comunità, il conseguente rafforzamento del rapporto tra istituzioni e cittadini e il progressivo passaggio di competenze agli enti locali in diversi settori di intervento, l’idea di attribuire crescente peso e responsabilità politica alle Comunità, ha trovato il proprio assetto politico all’interno della legge di riforma istituzionale, un nuovo scenario in cui la Comunità insieme ai Comuni si trovano espressamente al centro del processo di identificazione delle necessità e dei bisogni nonché delle risposte possibili rispetto alle esigenze dei cittadini.

Sia il momento autoritativo tipico di un modo di concepire il potere come supremazia dell’ordinamento giuridico nei rapporti dell’amministrazione con i cittadini, che quello gestionale collegato all’erogazione di servizi, tendono di conseguenza a risultare recessivi di fronte all’espansione di una funzione prevalente di governo e raccordo dei soggetti istituzionali territoriali.

Questa fase di pianificazione non è che l’inizio di un processo che dovrà svilupparsi coinvolgendo progressivamente, ma incisivamente, tutti coloro che sono chiamati a svolgere un ruolo attivo nelle politiche sociali della Comunità. Si possono così coniugare responsabilità e sviluppo di un territorio anche nell’ ambito di politiche che nella storia sono state riservate alle fasce più deboli.

from Alessio Migazzi (apre il link in una nuova finestra)from Alessio Migazzi (apre il link in una nuova finestra) (apre il link in una nuova finestra)